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In realtà il titolo esatto è "Sugli sugli bane bane", una vecchia canzoncina del 1973 incisa dal gruppo "Le figlie del vento". Divertente nel suo nonsense, lo si intuisce già dal titolo, come altre canzoni del loro repertorio. Ebbero un certo successo a metà degli anni '70, poi, in ossequio al loro nome...scomparvero nel vento. Peccato, perché, in fondo, avevano delle belle voci. Forse con un repertorio più adeguato e di migliore qualità avrebbero potuto aspirare ad un successo più durevole. Ho trovato questo file musicale quasi per caso. Potevo resistere alla tentazione di farne un video? Certo che potevo. Ma perché resistere alle tentazioni? Ed ecco il video, appena realizzato. Buone banane a tutti...
http://it.youtube.com/watch?v=04Z8PvQakcg
Altro che gita di Pasquetta. Da ieri c'è solo freddo, pioggia, vento e temporali. Pazienza, si sta a casa. E siccome YouTube mi ha sfrattato, mi sono registrato di nuovo. Tieh! Ed ho scoperto anche come ascoltare le vecchie cassette sul PC. Non solo ascoltarle, ma addirittura registrarle ed usarle come un normale file musicale. Fantastico, vero? Ora, fra le tantissime vecchie cassette che giacevano ormai inutilizzate da anni ed anni, in uno scatolone, ci sono anche una ventina di cassette nelle quali registravo i miei primi studietti alla tastiera Roland, prima che acquistassi il piano. Sì, invece che studiare sui soliti metodi, mi divertivo ad improvvisare esercizi e inventare piccole melodie, spesso duravano meno di 30 secondi. Giusto accenni melodici. Li registravo, ripromettendomi di riprenderli, elaborarli e farne dei piccoli brani. Non li ho mai ripresi perché intanto che ne suonavo uno me ne veniva in mente un altro. E così ho riempito più di venti cassette di "temi melodici" che resteranno tali. Ma sì, tanto... Li sto riascoltando, la maggior parte sono proprio inascoltabili perché in pratica erano improvvisati al momento, quindi pieni di incertezze, errori, pause. Insomma una pena. Ma qualcuno lo si può salvare. Ed ecco il primo. Ho salvato il brano sul PC, ho creato un piccolo video ed eccolo qui. L'ho chiamato semplicemente "Melodia 1". E' uno dei primi registrati; la data sulla cassetta riporta 1995. Bene, ascoltate e non siate troppo severi. Poi si vedrà...
Melodia 1- http://it.youtube.com/watch?v=aEEF9WzMTDE


Ci sono quasi tutti. Gli altri aggiungeteli voi a piacere.
Video: http://it.youtube.com/watch?v=5ts_frhDnKg
I miti agnellini erano stanchi di essere vittime dei lupi e di vivere in costante pericolo. Si lamentavano di essere indifesi di fronte alla prepotenza degli aggressori ed auspicavano un mondo più giusto in cui vivere in pace. C'erano, è vero, i pastori ed i cani che provvedevano in qualche modo a difenderli. Ma qualcuno ipotizzava che fossero proprio queste difese a generare le aggressioni perché potevano essere viste come una provocazione che, ovviamente, scatenava la reazione dei lupi. Così, organizzarono una grande assemblea pubblica. Fra gli intervenuti c'erano anche alcuni strani agnelli dalle orecchie dritte ed appuntite e dal pelo ispido. Ma nessuno ci fece caso; pensarono che si trattasse di una curiosa varietà di agnelli stranieri di passaggio. Si discusse a lungo sulla necessità di trovare una forma di coesistenza pacifica e, per evitare provocazioni, qualcuno propose di eliminare sia i cani che i pastori. I più fervidi sostenitori di questa proposta erano proprio quegli strani agnelli dalle orecchie dritte. Infine venne approvata, all'unanimità, una mozione che impegnava tutti al rispetto reciproco, alla tolleranza ed alla rinuncia a qualunque forma di violenza che implicava la rinuncia a qualunque forma di difesa. Tranquillizzati dall'impegno assunto, gli agnelli tornarono ai loro verdi pascoli. Solo alcuni agnelli si trattennero ancora a discutere sul risultato ottenuto, certi che d'ora in poi la pace avrebbe regnato nella valle.
Ma il loro sogno fu bruscamente interrotto. Un improvviso e lugubre ululato si udì nella valle. Dal vicino bosco, come rispondendo ad un preciso segnale, apparvero decine e decine di quegli strani agnelli dalle orecchie dritte. In breve raggiunsero il gregge ed aggredirono gli agnelli indifesi i quali, mentre il sangue colorava di rosso il loro bianco mantello, ebbero il tempo di notare che quegli strani agnelli avevano anche dei lunghi denti affilatissimi che dilaniavano le loro carni. Ed ebbero un triste e terribile sospetto. Ma ormai era troppo tardi.
Chi vuol intendere in tenda, gli altri in sacco a pelo.

Nel giorno della memoria per ricordare che...con il tempo, i fuochi si esauriscono e si spengono. La follia umana no; mancano gli estintori.

In Vaticano c'è la "stanza del pianto", dove il Papa neoeletto si trattiene, prima di mostrarsi alla folla, indossa la nuova veste papale e, forse sentendo il peso del gravoso compito che l'attende, si dice che pianga. Anche palazzo Chigi, a quanto pare, ha la sua stanza del pianto, all'interno dei 300 metri quadri dell'appartamento presidenziale. Ma in questa stanza, contrariamente a quanto accade in Vaticano, non piange il neoeletto premier, piange il premier sfiduciato o trombato che sta per lasciare incarico e palazzo.
Ed è in quella stanza che il premier Prodi si trovava, meditando sulla caducità delle umane cose e sul fatto che "La fiducia è una cosa seria" e non bisognerebbe prenderla tanto alla leggera, per non rischiare spiacevoli sorprese. Quando, all'improvviso, da sotto le finestre, sente salire un coro di voci che grida "Prodi bis...Prodi bis...Prodi bis...". Il nostro premier pensa, giustamente, che si tratti di suoi sostenitori che lo invitano a tornare al governo per un nuovo incarico, un "Prodi bis", appunto. Così, rincuorato, si affaccia alla finestra, allarga le braccia e, forse in un attimo di confusione e di esaltazione, accenna ad impartire una benedizione ai "Cari fratelli e sorelle...". Ma subito ripresosi dal delirio momentaneo, si corregge "Cari compagni e compagne, grazie per la solidarietà e la fiducia...". Poi, ricordandosi che fra lui e la fiducia non corre buon sangue, si corregge "Volevo dire, il sostegno popolare...".
"Ma quale sostegno e fiducia...", urla una voce dal basso, "...siamo stati così felici quando hai annunciato le dimissioni che abbiamo fatto i salti di gioia e ci piacerebbe rivederlo e risentirlo ancora per farci altri quattro salti di felicità. Dai Romano, facci il bis..annuncia di nuovo le dimissioni e ogni volta sarà per noi come risentire la lieta novella."
Ovviamente costernato per la delusione, il nostro premier si ritira nella sua stanza del pianto. Ma subito dopo, tanto per distrarsi, decide di fare due passi a piedi. Esce dal palazzo e attraversa piazza Colonna. Proprio sotto l'obelisco c'è un tale che continua ad urlare "Prodi bis...Prodi bis...Prosi bis...". Romano lo guarda in silenzio, pensando che si tratti di uno dei dimostranti che prima urlvano sotto la finestra e che, nel frattempo, si sono allontanati. Ma sbagliava. Era un vecchio toscanaccio balbuziente che finalmente, dopo vari tentativi, riesce a finire la frase: "Prodi bis...Prodi bis...bis...bischero!"
E' finito su E Bay, in vendita al migliore offerente. Vendesi premier di seconda mano, poco usato, specializzato in parlamentarizzazione di crisi istituzionali e organizzazione della felicità collettiva. Garanzia 20 mesi! Astenersi perditempo, Mastella, Dini e coloro che hanno accertata allergia per il prodotto in offerta.

Tutto si può dire di lui, avrà qualche piccolo difetto, sarà incapace di comunicare, avrà qualche difficoltà ad esprimersi, ma bisogna riconoscere che Prodi è un uomo di parola e mantiene le promesse.
Nel corso dell'ultimo faccia a faccia televisivo con Berlusconi, prima delle elezioni, disse che avrebbe lavorato per "organizzare la felicità della gente". Progetto ambizioso, quasi utopistico, che avrebbe scoraggiato chiunque per la difficoltà dell'impresa; ma non lui, cocciuto e testardo come un mulo. Così, superando mille ostacoli e lavorando sodo, dopo 20 mesi di governo è riuscito finalmente a mantenere la promessa; si è dimesso. E così, di colpo, ha fatto felici milioni di italiani.
Bravo Romano, questo significa essere di parola; grazie per il regalo!
P.S.
Da indiscrezioni di palazzo sembra che la caduta del governo Prodi sia dovuta ad una svista. Convinti che si trattasse di prodotto a lunghissima conservazione (almeno 5 anni), nessuno aveva notato, sulla Mortadella, la targhetta con la data di scadenza "Da consumarsi entro gennaio 2008".
